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Quarto Rapporto sullo sullo Sport in Toscana - Anno 2021

Anno di pubblicazione:  2022
Autore:

Il quarto Rapporto sullo Sport in Toscana, curato dall’Osservatorio Sociale regionale in collaborazione con Anci Toscana, si caratterizza come un lavoro collegiale, che ha coinvolto diversi soggetti istituzionali, tra cui Sport e Salute S.p.A., Coni Toscana, Cip Toscana e il mondo delle società sportive e delle rappresentanze di settore.

Nella prima parte del rapporto, curata da Sport e Salute S.p.A., si approfondiscono gli effetti che l’emergenza epidemiologica Covid-19 ha causato nel mondo sportivo in Toscana, conducendo tre specifici approfondimenti:

  1. sulle organizzazioni sportive;
  2. sui collaboratori sportivi;
  3. sui livelli e le modalità di attività fisica e sportiva dei cittadini toscani di 16 anni e oltre.

Nella seconda parte del Rapporto vengono presentati alcuni focus che approfondiscono aspetti diversi del sistema sportivo:

  1. la riforma dello sport e del terzo settore, con gli obiettivi di provare a individuare le possibilità fiscali per un’associazione che intenda restare fuori dal terzo settore e fuori dallo sport dilettantistico, nonché evidenziare le aree in cui è più atteso un chiarimento normativo capace di consentire ai sodalizi di svolgere sport dilettantistico anche all’interno del terzo settore;
  2. l’esperienza di gestione dell’impiantistica sportiva del Comune di Sesto Fiorentino, tra criticità e nuove soluzioni;
  3. un quadro fornito dal Credito sportivo e l’importante percorso di sviluppo che l’Istituto ha avviato anche nel settore dei beni e le attività culturali ha consentito alla Toscana di distinguersi, in termini di investimenti, anche nel settore Cultura;
  4. le risorse per lo sport che Regione Toscana nel 2021 ha stanziato per la promozione dello sport, sia in termini di sostegno della pratica sportiva sia in termini di riqualificazione dell’impiantistica sportiva;
  5. un approfondimento curato dagli Enti di promozione sportiva nell’ambito del panorama sportivo in Toscana. Sono 15 quelli che operano in modo diversificato e con caratteristiche diverse, nella regione, il loro ruolo si concentra soprattutto nel tentativo di promuovere uno sport per tutti e a misura di ciascuna persona.

LE PRINCIPALI EVIDENZE EMERSE DALL’INDAGINE

L’indagine realizzata insieme a Sport e Salute per il 4° Rapporto sullo Sport in Toscana ha coinvolto 256 società sportive, 820 collaboratori sportivi, la popolazione toscana di 16 anni e oltre.
Nonostante gli sconvolgimenti avvenuti durante le fasi più acute della pandemia da Covid-19, infatti, il confronto tra il 2019 e la situazione odierna ci dice che non ci sono stati mutamenti sostanziali per quanto riguarda la percentuale di cittadini attivi; mentre si osservano:

  • cambiamenti relativi alle modalità di pratica dell’attività fisica e sportiva, con un calo delle iscrizioni e della frequenza di centri e impianti sportivi, a vantaggio di modalità non strutturate, pratiche sperimentate durante le varie chiusure e l'incertezza circa la visione a medio-lungo termine (che scoraggia iscrizioni o abbonamenti a lunga durata per il timore di nuove chiusure o limitazioni);
  • differenze di genere, in quanto la componente femminile mostra livelli di attività fisica e sportiva inferiori a quella maschile, con una quota rilevante che è passata dal fare sport in maniera strutturata e assidua a forme non strutturate e più occasionali.

Le dinamiche osservate mostrano una sostanziale tenuta del sistema toscano e confermano che la pratica sportiva non è stata abbandonata, ma modificata in termini di abitudini e modalità. Le organizzazioni sportive, pur attraversando un periodo difficile e critico, hanno garantito un’offerta articolata e qualificata; i collaboratori sportivi, pur avendo subito una sostanziale riduzione delle proprie attività professionali, sono determinati a rimettere in moto il sistema per rilanciarlo e consolidarlo.

LA SITUAZIONE toscana PRE e post PANDEMIA, con UNO SGUARDO AL FUTURO

Nel contesto di riferimento sul territorio toscano precedente alla pandemia, nel 2019 si evidenziano i seguenti dati:

  • prevale un tessuto associativo di piccole e medie dimensioni (con numero di collaboratori inferiore alle 25 persone);
  • nel 2019 il 53% dei collaboratori lavorava tra le 5 e le 20 ore settimanali, il 23% dalle 21 alle 30 ore settimanali, il 19% oltre le 30 ore settimanali. Per quanto riguarda i compensi: il 59% percepiva in media 750 euro o meno al mese, il 25% tra 750 e 1.000 euro/mese, l’11% tra 1.000 e 1.500 euro/mese e il 5% a 1.500 o più euro/mese. In generale, oltre la metà ritiene i compensi poco o per nulla adeguati, il 28% mediamente adeguati e il 20% adeguati;
  • un leggero arretramento per quanto riguarda la frequenza di attività fisica e sportiva.

Per quanto riguarda l’impatto dell’emergenza sanitaria gli effetti sono stati i seguenti:

  • le organizzazioni sportive di medio-grandi dimensioni hanno dimostrato maggiore resilienza, anche se nove organizzazioni sportive toscane su dieci dichiarano perdite economiche nel 2021 rispetto al 2019;
  • si evidenziano le differenze di genere: durante la pandemia i collaboratori hanno lavorato in media il 9% in più delle collaboratrici gli effetti della pandemia sulle ore lavorate: 19 ore settimanali medie per collaboratore/trice nel 2019, 12 nel 2020, 14 nel 2021;
  • permangono i livelli complessivi di pratica sportiva ma diminuiscono i praticanti regolari a vantaggio degli occasionali e permane la forbice di genere: 40% di praticanti tra i maschi e 30% tra le femmine, 30% di inattivi tra i maschi e 37% tra le femmine.

Rimangono penalizzate, invece le fasce di età giovanili: i livelli di pratica sportiva si sono significativamente ridotti rispetto al 2019 tra i bambini e gli adolescenti, mentre nelle fasce adulte c’è stata una erosione delle forme più strutturate, infatti, sono diminuiti gli iscritti a società e centri sportivi (58% nel 2019, 50% oggi) a vantaggio di quelle non strutturate (25% nel 2019, 29% oggi), e della sedentarietà, che interessa quasi in toto la componente femminile, mentre quella maschile non sembra aver intaccato le proprie abitudini sportive.

La valutazione e la prospettiva degli scenari futuri
Il 2022 per le aziende sportive toscane rappresenta una sfida e al tempo stesso il momento per cercare di tornare a una nuova forma di normalità. Tra gli aspetti positivi vi è che il 73% delle società pensa di tornare a pieno o quasi pieno regime nel 2022; il 54% pensa che il 2022 sarà in linea o migliore del 2021; il 60% prevede di avvalersi dello stesso numero di collaboratori del 2019.
Tra le note negative, di contro, si prospetta che il 15% delle società diminuirà le proprie attività rispetto al 2019; il 22% crede che non si riuscirà a ritornare ai livelli 2019; il 24% immagina di dover ridimensionare l’organico; forte necessità di sostegno per costi di locazione, utenze, incremento iscrizioni.
Il 70% dei collaboratori sportivi toscani ritiene che il proprio futuro sia nel mondo dello sport, l’8% al di fuori, il 22% è ancora indeciso. Dal lato della popolazione, infine, è fortemente presente in Toscana la sensazione di benessere e buona salute e l’attenzione ad una vita sana (alimentazione, controllo del peso corporeo, consumo di alcol e tabacco) lo sguardo al futuro e ai prossimi 6 mesi: i toscani vogliono continuare/riprendere a fare sport, attraverso vecchie e nuove forme.

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